Si parla di sopravvissuti – Alive – Pearl Jam
by on novembre 22, 2019 in Room120

Alive è un brano con una storia profonda, una innovazione nel mondo della Musica.

Oltre a questo, pubblichiamo ora perchè omaggiamo Matt Cameron, 28 novembre 1962, batterista dei Pearl Jam e dei Soundgarden. Picchia i tamburi dal ’75. Fate un po’ voi.

Intanto notate che il video è un “Room120” ante litteram una sorta di “Stagione 0”: Room120 è un progetto musicale Roommates che vede una rivisitazione di brani famosi in soli 120 secondi o poco meno (o poco più) per venire incontro all’attention span tipica di YouTube.

Eddie Giovane Molto

Nella Prima Stagione manca l’aspetto di recensione “sul campo” di effetti e strumenti che caratterizza la Seconda Stagione. Tali recensioni sono mirate a far sentire un singolo suono che noi utilizziamo, scolpito per l’interesse del brano stesso e senza volontà di far sentire tutta la tavolozza di colori disponibile. Per quello sfruttiamo il buon Alessandro Barbetti e il suo GasTube.

 

 

La band – Pearl Jam

Marzo 1990, un benzinaio di San Diego riceve una telefonata. Gli arriva a breve una cassettina con 5 brani, lui scrive dei testi di getto, ne scrive le linee vocali e le rimanda. In quella cassettina da due soldi sarà presente Alive, insieme a Once (UPON A TIIIIIME) e Footsteps.

Iniziano i Pearl Jam, parallelamente ad un’altra band chiamata Temple of the Dog, con alla voce Chris Cornell, che già cantava nei Soundgarden (hai ben presente che ho scritto di Matt Cameron? Ecco, nuovamente le sue band). In sintesi Seattle (si, già, perchè siamo a Seattle) è il centro di questo nuovo genere musicale, il Grunge. Abbiamo parlato di Grunge con Neil Young e Rockin in the Free World. (clicca ORA sul link a fianco, poi torna qui)

Ascoltati Rockin. Qui.

Dicevamo: siamo a Seattle, i Pearl Jam si picchiano ostinatamente per affermare la loro musica ma senza cercare la fama. E’ particolare come Vedder per primo (e Cobain già all’epoca) volle mantenere una linea non esagerata per la sua condotta di vita. Erano passati i tempi degli eccessi e la musica di Seattle derideva chi eccedeva nel testosterone.

No more Mick Jagger, no more Axl Rose.

Per questo per tutti gli anni 90 i Pearl Jam fuggirono dall’essere mainstream, eppure lo furono dannatamente. Due esempi presi da Vs (secondo album, 1993) sono estremamente esplicativi:

1: Quando registrarono il disco, decisero di NON aggiungere “Better man” alla lista di brani in quanto troppo bella, commerciale, “hit”. Una scelta assolutamente controproducente, ma nella loro ottica fu per non sembrare troppo, appunto, commerciali. Questo sembra pazzesco, il brano poteva essere ceduto ad altri, Vedder lo volle incidere due volte, alla fine venne fatto uscire in Vitalogy (terzo album)

2: Il disco ha SEI singoli, tantissimi, eppure non ha nessun video. Questo perché la band si rifiutò sistematicamente di girare i videoclip. Assurdo? Peggio! Logico!

Da questo vediamo una cosa rara. I Pearl Jam sono antieroi, sono anti mainstream. E’ tutto insolito e assurdo, eppure… eppure risulta affascinante come poche cose nella storia della musica.

In sintesi i Pearl Jam, comunque, hanno prodotto:

  • 10 album da studio
  • 8 live
  • 3 raccolte
  • 1037 date documentate dai fan
  • quasi altrettanti bootleg (molti dei quali in commercio sul sito)

Si, Bootleg, concerti registrati: la band sceglie la scaletta al volo ogni serata di ogni tour. Questo fa si che dal 2000 i PJ vendono le registrazioni professionali dei loro concerti, prima i fan si scambiavano le intere setlist.

Follia? Mainstream? Il contrario? Non lo so, ma mi piace.

Il brano – Alive

Alive, arriva dopo Once, Even Flow, ma prima di Why Go, Black, Jeremy, Oceans, Porch, Garden, Deep e Release.

Stiamo parlando di Ten, il primo disco. E’ un disco pazzesco, è l’origine di un mito, è la Genesi. Per Rolling Stone è il miglior disco di debutto della storia. E’ uno dei dischi migliori della Storia.

Onestamente è uno dei nostri dischi preferiti, si sente tantissimo del loro stile in qualche nostra contaminazione.

11 brani superconosciuti. Forse anche la genesi dei problemi di Vedder che da benzinaio si trovò sul tetto del mondo. E forse ciò gli fece paura.

Siamo nell’agosto del 1991, quando il Grunge stava per fare esplodere il mondo intero, i 5 Pearl Jam correvano veloci verso i 4 dischi di quella decade.

Ten

E venne quindi Alive, il brano scritto alla pompa di benzina, scritto in fretta e furia in attesa della meravigliosa audizione. Il brano che avrebbe portato Vedder insieme agli altri 4 (a dire il vero 3, non c’era ancora Matt Cameron, e così non c’era ancora il sesto aggiunto nel 2002, il tastierista “Kenneth Boom Gaspar”), e avrebbe consacrato la gente.

E’ rock, è spinto, è un insieme di chitarre hard, una batteria potente e decisa.

 

La versione Room120

La versione è breve. Room120 parte dal presupposto di voler condensare in 120 secondi un brano più lungo. In genere accorciamo assoli, intro o outro.

La nostra versione che avete ascoltato all’inizio è ben più breve dei 120 secondi canonici, che vennero decisi per “andare incontro all’Attention Span” di YouTube: è di soli 92, in quanto se notate dal nome del link, è la “Stagione 0”, il Room120 ante litteram.

Abbiamo optato per una intro breve, una strofa e un ritornello. Abbiamo scelto di velocizzare il brano da 75 a 82 BPM. Questo ci ha permesso di comprimere 5:41 in 92. Neanche WinRar fa un lavoro del genere!

Quindi gustatevi questa Alive Very Very Short!

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4 Responses to Si parla di sopravvissuti – Alive – Pearl Jam

  1. Laura ha detto:

    Che pezzo ragazzi. Una bomba

  2. Rosa ha detto:

    Che bello leggere questo blog

  3. Manuela ha detto:

    Grandi PEARL JAM! Una bellissima realtà del Sound di Seattle, tuttora vivissima perchè sopravvissuta a quello che può essere il logorio della fama “a tutti i costi”. Un rock concreto e potente il loro…
    Tante belle “perle” tra le canzoni di Vedder e compagni che rivitalizzano ad ogni ascolto, come e soprattutto Alive versione Roommates.
    Buon Compleanno Matt Cameron!

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