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Il CD Serve ancora?

Tempo di lettura: 4 minuti

Diciamocelo. Anzi, ve lo dico io: Il CD morirà.

Taglio la testa al toro subito, così potete anche smettere di leggere questo articolo e tornare a giocare con la PLAY. 

Se invece non vi basta, potete proseguire e leggere il PERCHE’ il CD morirà e QUANDO il CD morirà.

Si, perchè oggi siamo nel 2020, ascoltiamo musica in streaming, da YouTube a una qualità infima, da Spotify, compriamo da Amazon Music, il mondo Apple ci mette a disposizione banche dati infinite…ma non abbiamo il fisico.

Il fisico. Quella cosa che TOCCHI con I DITI. Quella cosa che ci fa rimanere attaccati e nostalgicamente ancorati ad un passato che non tornerà(?) più.

 

 

Sei “old school”?

Lo so a cosa pensi, tu sei una persona che ascolta musica da quando aveva i calzoncini corti, tu hai comprato The Number of The Beast nell’82 in cassetta, e godi ancora ripensando alla sensazione degli SPIGOLI della confezione che ti graffiavano la tasca dove la custodivi gelosamente nell’andare a casa. Ripensi ancora alla prima volta in cui hai dovuto usare la matita per riavvolgerla.

Poi sono arrivati gli anni ’90, e ricordi quando volesti la QUALITA’ del digitale nel comprare il Black Album dei Metallica (che ancora oggi consideri l’ultimo disco dei Metallica) e ancora la felicità di cliccare sul tastino con scritto “Eject” per inserirlo la prima volta.

Poi sono arrivati gli anni 2000, ormai sei più grandicello e hai in bocca il sapore del vintage, all’ultimo concerto degli Slayer hai visto il cofanetto da 11 vinili chiamato The Vinyl conflict, ti sei anche fatto firmare Reign In Blood da Tom Araya (che ha firmato ridendo, col suo sorriso da ragazzino nonostante i quasi 60 anni) e hai ascoltato in religiosa penombra ogni singola traccia, godendo.

“Whispering, all night long into Bernard’s ear…”

Come dicevo: SO cosa pensi. Ogni oggetto per te è una reliquia, è parte del tuo CREDO, della tua fede e della tua religione. Sentire parlare di “Dematerializzazione” è una eresia e ti trasformi in Torquemada o in Bernardo Gui.

Ma….eppure….tuttavia….ma…..

Un po’ di numerelli

Ma … comunque il 2020 è arrivato. E’ arrivato per tutti. Sono anni che la vendita di CD è in calo, la sola Inghilterra nel 2013 vedeva 60 milioni di dischi venduti, 2 anni fa ne ha visti 30, quest’anno (complice il Covid) se ne prevedono meno di 15. I vinili ad inizio 2000 erano quasi spariti, ora stanno avendo una timida ripresa (in valori relativi, ovviamente), ma resta il dato che i supporti fisici negli ultimi 20 anni hanno visto una contrazione di mercato dell’80%. MOSTRUOSO.

Questo ovviamente è legato principalmente alla Grande Distribuzione, alle Major, a tutte quelle situazioni in cui si condivide e si smercia la musica dei grandi. Di qualsiasi cosa di grande.

E nel piccolo?

Da piccola band italiana ci poniamo un dubbio sul fatto che si possa produrre ancora CD in futuro, gran parte delle band underground CAMPANO di vendita di supporti ai concerti, di tutto quel comparto che riguarda dischi, maglie e in genere del “MERCH”.

Per dare una risposta al fatto che “Roommates stamperà il prossimo disco in CD” mi servono alcune precisazioni doverose:

  • Chiunque compri un nuovo Mac o una parte di nuovi pc di altre marche NON avrà il lettore CD interno (per motivi di spazio, di comodità e di tante altre cose che spiego in altri corsi), quindi gli servirà un lettore esterno.
  • Chiunque compri una auto nuova NON avrà il lettore CD, quindi non potrà ascoltare CD in auto (questo è un dramma).
  • Nessuno nel 2020 gira per la città con un lettore cd tascabile, in quanto oggetti del demonio e usabili solo da hipster e nostalgici.

Questo potrebbe orientarci al “no, non stamperemo”. Invece ad oggi abbiamo anche le motivazioni per stamparlo, e sono:

  • Siamo comunque dei maledetti romantici, e questo ci fa pensare che poter dire agli amici “Esce il nostro CIDDI’ ” è comunque bellissimo
  • Il CD comunque è utile per avere un supporto fisico da dare a qualcuno
  • Ci piace regalarlo agli amici quando è il loro compleanno perché abbiamo POCHISSIME idee per fare i regali, quindi compleanni e Natale siamo a posto
  • Il costo della stampa di pochi CD è comunque ridicolo
  • A fine concerto è basilare vendere CD per rientrare delle spese, mentre col Vinile, per quanto più figo è più complesso per i costi.

Cosa accadrà per noi, ancora nessuno lo sa. Roots è appena uscito e i tempi di uscita del successivo non sono ovviamente brevi (anche se il CEO di Spotify ci incalza),

ma resta il fatto che noi e OGNI band dell’underground deve porsi il dubbio di come uscire. Se farlo in fisico, in digitale, in vinile, in cassetta o solo su IomegaZip 100.

Conclusioni

Il 2020 continua a vedere contrazioni, i grandi continueranno a produrre CD ma in tirature sempre più limitate anche vista la scarsità e le continue chiusure dei negozi di dischi (ne parleremo in futuro). La ripresa dei vinili non sposterà di molto la palla, in quanto il CD come supporto non viene scelto in alternativa.

Il CD resta scomodo, come dimensione, fragilità e possibilità di righe, contiene Files che possiamo avere sul pc e NON si deteriorano, quindi avrà un mercato che andrà a scemare non troppo lentamente, fino a restare in una nicchia per i secoli dei secoli.

Io vi dico che entro 3-4 anni venderemo i CD in meno di 100 copie agli amici, mentre i grandi opteranno per vinili o altri sistemi.

Non siete convinti? Fatemi cambiare idea

 

Comment: 1

  • Manuela
    Rispondi 11 Agosto 2020 14:56

    Parlando da semplice amante della buona musica (rock), temo che quello che hai descritto purtroppo accadrà presto; che poi succeda in 3-4 anni o in più tempo (si spera) non lenisce l’ amarezza per questo ulteriore “impoverimento fisico” della musica.
    Io che sono molto “old school” e che ho vissuto tutti i passaggi e le trasformazioni dei supporti fisici degli album musicali, dovrò un’ altra volta assistere ad un ulteriore netto cambiamento nel mondo del mercato e della diffusione delle canzoni ma sarò, senza dubbi, tra coloro che comprerà il vostro prossimo CD fisico….meglio qualcosa di “scomodo” ma tangibile.

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