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Un caffè con David Bowie, a Casablanca.

Tempo di lettura: 5 minuti

Mi sembra di vederlo, il tuo sopracciglio che si inarca verso la fronte come a chiedere spiegazioni: adesso dimmi cosa c’entra David Bowie con il caffè e con Casablanca!

La risposta è prevedibile: nulla, ovviamente. Il fatto è che questa storia è un po’ come il fascino: parte dalla testa. Ed è proprio lì che stiamo andando, verso il tuo sopracciglio e oltre: sulla testa! O per meglio dire IN testa, ovvero in cima alle classifiche di stile (e non solo). In realtà ci stiamo proiettando nella dimensione del cinema salendo fin sulla vetta, tra i film cult di sempre, quelli dei quali non possiamo non aver mai sentito parlare. Riesci a immaginare personaggi come Indiana Jones, i Blues Brothers e Freddy Krueger senza il loro iconico cappello? Pensa che la loro immagine, tatuata nella nostra memoria, è legata indissolubilmente a quella del marchio che ha firmato i loro copricapo e non solo: stiamo parlando dei cappelli Borsalino.

Humphery e Ingrid

Humphrey e Ingrid in Casablanca

Molto più di semplici accessori moda, i modelli Borsalino diventano presto i migliori amici di uomini come Al Capone e Federico Fellini e vengono identificati quasi come coprotagonisti in moltissime celebri pellicole: ne indossava uno Robert Redford in “La mia Africa”, Robert De Niro ne “Gli intoccabili”, Johnny Depp in “Nemico pubblico”, Nicole Kidman in “Australia”, Diane Keaton in “Io e Annie”, Leonardo Di Caprio in “Revolutionary Road” e Roberto Benigni ne “La vita è bella”, per non parlare di Humphrey Bogart e di Ingrid Bergman in “Casablanca”.

Il film “Borsalino” con Belmondo e Delon

In questa storia c’è un legame molto stretto tra musica, moda e cinema e il film “Casablanca” lo testimonia in modo particolare, non solo perché Humphrey Bogart (che non era “un bellissimo”) deve gran parte del suo fascino proprio al look sfoggiato in “Casablanca” ma anche e sopratutto perché il suo cappello in feltro sarà il biglietto da visita di Borsalino a Hollywood. Da lì in poi verrà consacrato come protagonista assoluto, dando il proprio nome a ben due pellicole cinematografiche (cosa mai successa ad altri marchi prima di allora). Già indossato da personaggi come Gabriele D’Annunzio e Pancho Villa, da “Casablanca” in poi, Borsalino vide crescere sempre più il suo successo, finendo sulla testa di artisti e celebrities di tutto il mondo, da Winston Churchill, Charlie Chaplin ed Ernest Hemingway, passando per Clint Eastwood, Woody Allen, Patty Smith, Madonna e Michael Jackson.

Fa parte del “team Borsalino” anche David Bowie, un uomo che dello stile ha fatto un vero e proprio marchio di fabbrica. Un artista che ha fatto girare la testa a uomini e a donne di tutto il mondo, un simbolo vivente, la prima rock star a dichiarare pubblicamente la sua omosessualità. E poi a smentirla. E poi a dichiararsi di nuovo gay. E così via ma poco importava. Una volta sua moglie lo trovò a letto con Mick Jagger, entrambi completamente nudi: dopo pochi minuti erano tutti e tre tranquilli a bersi un caffè, per dire. Ed eccolo qui il caffè, ma per capire cosa c’entri con Casablanca e con il cappello, dovrai aspettare ancora un pochino. Mi serve giusto qualche minuto da dedicare doverosamente alla Giornata internazionale della Donna: devo ammettere che l’idea di celebrare le “conquiste” sociali, economiche e politiche delle donne proprio oggi non mi è nemmeno passata per la testa, tuttavia mi fa piacere ricordare una donna in particolare, che ebbe un ruolo fondamentale nella storia che Note di Stile sta cercando di raccontare a modo suo. Come fa notare una delle più strette collaboratrici di David Bowie (Erin Tonkon), a gettare le basi per lo sviluppo della musica rock fu proprio una donna, un’artista degli anni ’30 di nome Sister Rosetta Tharpe. La cantante fu di ispirazione per un’intera generazione di musicisti nei due decenni successivi ma quella della “Madrina del Rock’n’roll” è un’altra storia, perciò torniamo allo stile e alla musica ai giorni nostri, perché l’8 marzo è anche il giorno in cui, nel 2013, esce “The Next Day”, l’album accolto come simbolo della rinascita di David Bowie dopo 10 anni di silenzio discografico.

David Bowie – “Absolute Beginners”

Un silenzio che ha avuto un peso notevole, direttamente proporzionale alla spettacolarità della sua arte. Bowie è stato una rock star trasformista in ogni sua performance, declinata sempre e comunque allo spettacolo: pochi artisti rock sono riusciti a sfoderare una tale forza espressiva, in grado di sposare perfettamente la musicalità dei versi, grazie anche a una notevole capacità interpretativa e creativa. Non a caso – con 71 videoclip all’attivo (oltre ad altre collaborazioni e video album) – è da sempre riconosciuto uno dei pionieri del video musicale. “Penso che la mia musica non sia fatta per le radio”, affermò lui stesso, quando gli chiesero cosa gli fosse passato per la testa accettando di recitare in uno spot televisivo giapponese. Ecco perché fu molto attivo anche nel ruolo di attore vero e proprio: “Sono un attore – diceva lui stesso – Recito una parte. Frammenti di me stesso”. Mi viene in mente il musical “Absolute beginngers”, per il quale oltre a recitare, scrisse e interpretò l’omonimo singolo: il musical non ebbe lo stesso successo del brano ma nel video musicale David Bowie appare (guarda caso) con un raffinato look alla Humphrey Bogart in “Casablanca”, con tanto di borsalino e trench.

A questo punto suppongo che ti stia ronzando in testa una domanda: cosa c’entra il caffè in tutto ciò? È indubbio che il mondo del bar e David Bowie siano in qualche modo legati, basti pensare ai caffè che ha frequentato a Berlino e al grande numero di omaggi che ancora oggi gli vengono dedicati in questo genere di locali, come nel Café Royal di Londra, dove si sono confrontati e incontrati grandi artisti come Paul McCartney, Barbara Streisand, Mick Jagger e naturalmente, Bowie.

Un celebre Borsalino

Ciò che forse resta meno chiaro è cosa c’entri Casablanca, perché il caffè non sembra avere collegamenti diretti con il Marocco. No, non li ha nemmeno il “marocchino”, se stavi pensando alla bevanda a base di caffè, latte e cacao. Pare che il suo nome non derivi dal Paese del Nordafrica bensì dall’osservazione fatta dall’impiegato di un’azienda piemontese, che guardando la bevanda – servita come di consueto nella tazzina di vetro – e soffermandosi sul contrasto tra caffè e latte, notò una certa somiglianza con il “marocchino”, ovvero la striscia di pelle (di color marrone), inserita all’interno dei cappelli fabbricati nell’azienda in cui lavorava, che (ovviamente) era la Borsalino. Chi lo avrebbe mai detto? (Occhiolino)

Tornando alla musica e allo stile, forse ti girerà un po’ la testa dopo aver volteggiato così tanto intorno a lui ma davanti a uno degli artisti più influenti degli ultimi cinquant’anni non si poteva fare altrimenti. La buona notizia è che siamo arrivati alla fine di questa storia, che si conclude tornando al cappello.

David Bowie nel suo ultimo servizio fotografico.

Prima della sua scomparsa infatti, David Bowie ha scelto di salutare il suo pubblico in grande stile, realizzando un ultimo servizio fotografico con indosso un look davvero degno di nota, impeccabile grazie anche a un fantastico cappello, che (indovina!) porta la firma di Borsalino.

Si potrebbe scrivere ancora molto sullo stile di David Bowie ma per oggi mi limito a concludere così, con tanto di cappello.

Comments: 8

  • Laura
    Rispondi 4 Marzo 2020 10:19

    …tanto di cappello…

  • MQuattro
    Rispondi 7 Marzo 2020 23:43

    Questo articolo è da mettere in testa

  • Manuela
    Rispondi 8 Marzo 2020 14:58

    È sempre interessante leggere come un accessorio di stile unisca cinema, musica, moda e cultura.

  • ALBEgrafiche
    Rispondi 14 Marzo 2020 09:04

    Il borsalino è il cappello per antonomasia dell’anti-eroe detective del noir, molto america anni ’20.
    Se togliete il borsalino a Dick Tracy otterrete un Clark Kent con un lungo cappotto di un esibizionista da cabaret.
    Se il nostro intento è quello di togliere il cappello a Spirit, otterremo un impiegato ragioniere alla festa di carnevale dell’ufficio.
    Se private Eddie Valiant del proprio borsalino… beh, vi rimane Bob Hoskins.

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